venerdì 11 novembre 2011

NEL PAESE DELLA RESISTENZA, SI ACCOLGONO A BRACCIA APERTE L’INVASORE


Quello che sta accadendo nel nostro Paese in questi giorni ha del paradossale.

In un Paese che afferma l’importanza dei Partigiani e della Resistenza, si abdica ai principi fondamentali democratici in nome di  una politica giunta al livello più basso della storia repubblicana.

L’invasore non veste una divisa grigia o mimetica militare, non imbraccia un fucile o una pistola, ma veste con abiti firmati e camice fresche di tintoria, ed ha come arma di distruzione di massa il denaro.

Preferisco farmi governare dal peggior primo ministro uscito da una competizione elettorale, scelto su di un programma o anche solo dall’appeal elettorale, piuttosto che trovarmi un dittatore messo lì da soggetti che hanno come proprio fine ultimo il profitto e non la democrazia.

Allora mi chiedo che fine abbia fatto il principio della “sovranità degli Stati” e dell’indipendenza di questi ultimi.

Mi stupisce come un vecchio comunista, che oggi riveste il ruolo di Presidente della Repubblica – si badi bene NON votato dal popolo – metta in disparte quei principi della resistenza che tanto vengono celebrati più volte all’anno.

I casi sono due: o la resistenza negli ultimi anni è stata ridimensionata a strumento per mantenere il consenso da parte della sinistra unitamente a gnocco fritto e salsiccia, oppure questi valori sono realmente assoluti, e per questo occorre combattere.
Nel primo caso, trovo sconcertante che ai nostri bambini nelle scuole, sin dalla tenera età, venga fatto un lavaggio del cervello degno della migliore dittatura.

Mettere “in ordine i conti”, che come abbiamo visto non sono poi così “disastrati”, può giustificare la morte della democrazia?? Io credo di no, e credo che la democrazia debba rappresentare un baluardo inespugnabile per i popoli.

Un Paese che abdica alla democrazia non è solo un Paese di merda, ma si trasforma in una dittatura mascherata da governo tecnico.

Ma la democrazia è come la salute, si apprezza e la si rimpiange solamente quando viene meno.

Ed allora occorre difendere questo valore, con fermezza e con qualsiasi mezzo.
Per fare questo ci “sfolleremo sui monti” dell’opposizione al canto non di una “bella ciao” ormai priva di qualsivoglia significato, ma al suono di Va Pensiero, sulle arie dei nostri padri e della nostra terra.

Occorre liberare il Paese da questa incombente dittatura di tecnocrati della finanza, con qualsiasi mezzo e con la massima determinazione.

Staremo all’opposizione, e da lì gli faremo vedere i sorci verdi, e non perderemo occasione per ringraziare quel vecchio comunista che, non riuscendo a vincere democraticamente una campagna elettorale, ha abdicato alla democrazia e ha consegnato le chiavi del Paese all’invasore straniero.

Nessun commento:

Posta un commento