martedì 31 dicembre 2013

DELRIO MINISTRO DELL’INTERNO? LA PERSONA PIU’ INADATTA A COPRIRE TALE RUOLO

I rumors romani che danno Delrio prossimo Ministro dell’Interno suonano, quantomeno per i reggiani, come un campanello d’allarme preoccupante.

Basti vedere quello che è successo a Reggio Emilia in questi anni, sotto l’amministrazione Delrio, e balza agli occhi come la Città è sprofondata in uno stato di insicurezza e di degrado pazzeschi.

Il degrado e la delinquenza, infatti, si sono espanse a macchia d’olio dalla sola zona stazione (via Turri - via Paradisi), dapprima alla zona di via Melato, per poi raggiungere il centro storico, Largo Alpini, via Pansa ed il Gattaglio.

Oggi Reggio si presenta come una città deserta la sera, nella quale i fatti di cronaca nera sono all'ordine del giorno, e dove certi quartieri sono off limit dopo il calar del sole.

Affidare a Delrio il ministero dell’interno dopo il disastro reggiano, credo che vada contro ad ogni principio di meritocrazia e di credibilità della classe politica.

PRIMA PAGINA REGGIO EMILIA


GAZZETTA DI REGGIO


GAZZETTA DI REGGIO


IL RESTO DEL CARLINO REHHIO


lunedì 30 dicembre 2013

DIO CI SCAMPI DA DELRIO MINISTRO DELL'INTERNO

Dio ci scampi da Delrio ministro dell'Interno!!!

Vedendo quello che negli ultimi 10 anni è successo a Reggio Emilia, città amministrata dal Delrio, questa è l'unica affermazione che viene alla mente.

Sotto l'amministrazione Delrio il degrado e la delinquenza si è espansa dalla zona stazione (via Turri - via Paradisi) dapprima alla zona di via Melato, per poi raggiungere il centro storico, via Pansa ed il Gattaglio.

Oggi Reggio si presenta come una città deserta la sera, nella quale i fatti di cronaca nera sono all'ordine del giorno, e dove certi quartieri sono off limit dopo il calar del sole.

Visto il disastro reggiano, Delrio è la persona meno adatta di questa terra a ricoprire il ruolo di ministro dell'interno....... Già l'Italia è messa male.... non esageriamo ulteriormente

NELLA CITTA' DELLE PERSONE NON SI FESTEGGIA IL CAPODANNO

Reggio Emilia negli ultimi anni ha intrapreso la pessima strada del declino.

Nelle classifiche nazionali perdiamo costantemente posizioni per quanto riguarda la qualità della vita, ma quest'anno accadrà qualcosa che rappresenta un pessimo segnale.

Da anni accusiamo il PD di fare scelte settarie e non per la totalità della Città, di fare distinzione tra cittadini di serie A e quelli di serie B.

Un Comune che sperpera denaro per missioni inutili, per rimborsi spese non dovuti e molto discutibili, che spende un sacco di soldi per la "fotografia europea", è un Comune che dimentica di predisporre una festa popolare, per l'universalità dei cittadini, per festeggiare la transizione all'anno nuovo.

Potevano essere molte le proposte, senza spendere cifre alte, mettendo casomai a sistema le varie capacità del nostro territorio.

Quest'anno la "festa popolare del capodanno" non ci sarà, e questo credo rappresenti un vero e proprio smacco per quella che voleva essere, e per colpa del PD non è mai stata, la città delle persone.

sabato 28 dicembre 2013

NEL RESTO DEL PAESE SI TIRA LA CINGHIA, MA A ROMA CONTINUA LA "SPENDING DE PIU'"

Stiamo uscendo da un 2013 ricco di tagli e di "nuovi buchi alla cintura"che gli italiani e gli enti locali debbono necessariamente fare per riuscire a quadrare i conti.

A Roma, nei palazzi del Governo, al posto della tombola hanno inaugurato un nuovo gioco natalizio, la "spending de più".

Il Presidente del Consiglio ha infatti annunciato la nomina di 22 nuovi Prefetti che, sommati a quelli precedentemente a ruolo, arrivano a numero di 207.

Strano però che le Prefetture in Italia siano appena 105.
Per cosa li usiamo i 102 Prefetti che avanzano??

Evidente l'assonanza con quell'assalto alla diligenza che negli anni passati ha portato all'assunzione di un gran numero di dipendenti della PA o delle scuole.

Tanto can can per l'eliminazione delle Province, e poi si sceglie di nominare nuovi Prefetti, uno squilibrio che suona molto strano.

Potenziare un organo unipersonale nominato dal Governo e sopprimere le Province elette a suffragio credo che sia un esercizio pericoloso per la democrazia, peraltro "spendendo" decisamente di più.

Insomma, un regalo di Natale da parte del premier Letta che avremmo evitato di scartare volentieri.

DECRETO SALVAROMA: IL MINISTRO DELRIO COME GIUSTICHICHRA’ QUESTO PROVVEDIMENTO AL PD REGGIANO???

Il ministro Delrio come giustificherà il decreto Salva Roma al PD reggiano??
La domanda sorge spontanea visto l’atteggiamento di forte critica del PD di casa nostra all’indomani dei decreti salva Roma e Catania fatti dal governo Berlusconi.

Giova ribadire come i due precedenti provvedimenti legislativi erano stati presi come vere e proprie pietre dello scandalo, contro i quali il PD nostrano si era scagliato con una veemenza veramente singolare.

Il dato politico nazionale, comunque lo si guardi, è veramente desolante.
In Italia centinaia di Sindaci virtuosi hanno continuato a mantenere efficenti i servizi ai loro cittadini nel rispetto del cappio imposto con il patto di stabilità.
A Roma questo non accade, ed amministrazioni spendaccione ed inefficienti hanno continuato a spendere e spandere, tanto alla fine arriva sempre un decreto “salva Roma” che toglie le castagne dal fuoco.

800 milioni di buco di bilancio per la Capitale, oggettivamente, sono veramente tanti, considerato il fatto che nella Città eterna non si brilla certamente per servizi pubblici.

Suona paradossale come proprio la città che ospita le principali sedi politiche nazionali non riesca a rispettare le leggi di bilancio che proprio lì vengono scritte.

Il punto è che il Comune di Roma deve essere considerato al pari degli altri Comuni italiani, ed è disdicevole che ogni piè sospinto venga emesso un decreto che cerchi di rattoppare le tasche lacere dell’Ente.

Uno Stato serio ed autorevole, a questo punto, garantendo i servizi fondamentali dell’Ente, dovrebbe mandare a casa la classe politica attuale e rimuovere da ogni incarico pubblico a chi a svolto ruoli di amministrazione o di controllo presso il Comune di Roma.
Chi ha avuto responsabilità, siano esse di gestione o di controllo, in quel Comune tutti a casa, per porre successivamente le basi per un’amministrazione efficiente della città.


L’immagine dei maiali per la Città di Roma che mangiano lungo le strade rappresenta esattemente l’immorale banchetto che, nonostante il clima di austerità, continua a riempire le bocche di famelici parassiti della società.

venerdì 27 dicembre 2013

FALLIRANNO GLI ITALIANI MA NON FALLIRA' L'ITALIA - ANCORA -

Nei palazzi romani d'inverno hanno approvato una Legge di Stabilità che mette qualche "pezza" alle falle croniche del bilancio dello Stato a spese, guarda caso, di quello che rimane (ancora per poco) del ceto medio.

Gli italiani sono "grandi proprietari" di immobili, visto l'alto numero di persone che vivono in abitazioni di proprietà e quindi..... cosa c'è di meglio che tassare ulteriormente il "bene casa"??

Lasciando perdere i fantasiosi acronimi che vengono dati al prelievo forzoso sulle case, il dato di fatto è che l'anno prossimo sulla casa (anche sulla prima) ci sarà la concentrazione di un numero pazzesco di imposte, dato che aumenterà sensibilmente la pressione fiscale sulle spalle dei cittadini.

Il mercato immobiliare è da sempre considerato un "volano" per l'economia, considerando il fatto che sulla costruzione/restrutturazione/compravendita di immobili ruotano tutta una serie di professionisti ed artigiani che traggono da questo la propria sussistenza.
Penso ai poveri mediatori immobiliari, che saranno gravati da ulteriori incombenze, in un mercato che ormai è fermo da anni.
Per fortuna che si vuole rilanciare l'economia!!!

Se, come in realtà è, la Legge di Stabilità viene dettata dalla contingenza delle pressioni ricevute dall'Europa, la domanda sorge spontanea: meglio Europei morti o extra europei vivi???

domenica 22 dicembre 2013

PRATO - PRESENTAZIONE IO CAMBIO





RIMBORSOPOLI REGGIANA: QUANDO LA PEZZA E' PEGGIO DEL BUCO

Alla vigilia del deposito dell'esposto presso la Procura della Repubblica di Reggio Emilia, e dopo poco più di una settimana dalla nascita della "rimborsopoli" reggiana, possiamo trarre le prime conclusioni.

Sicuramente la pezza è stata di gran lunga peggio del buco, e le risposte di alcuni esponenti del PD denotano il fatto di non aver ancora compreso quello che hanno fatto.

Se fosse vero quanto afferrato dal consigliere Salsi secondo cui "i biglietti delle partite non erano per lui ma un omaggio per la delegazione americana", la cosa sarebbe gravissima!!!
Al consigliere in missione è consentito il rimborso di spese di viaggio, pasto e hotel, tutto questo solo per lui, senza la possibilità di offrire a terze persone.
NON SONO RIMBORSABILI GLI OMAGGI A TERZE PERSONE.

E se proprio vogliamo dirla tutta, consigliere Salsi, considerato che ha volato e soggiornato negli Stati Uniti (giustamente) a spese del contribuente, poteva considerarsi soddisfatto e le spese per gli omaggi agli americani poteva pagarle lei.... 
Non è corretto che il Comune di Reggio Emilia paghi per farle fare bella figura.

sabato 14 dicembre 2013

LA TOPPA E' PEGGIO DEL BUCO

Di fronte all'evidenza dei fatti relativi ai rimborsi delle missioni del Comune di Reggio, dovrebbero esserci le scuse verso la collettività ed un relativo passo indietro di chi ha commesso certi errori.

La toppa è peggio del buco, e dimostra l'inadeguatezza a ricoprire incarichi pubblici da parte di chi si fa rimborsare lo stadio, il whisky, il caffè.

Quella che manca è principalmente la dignità. 
Chiedere rimborsi spese per 1 - 10 € è veramente puerile, e soprattutto è indice di mancanza di rispetto verso quella collettività che si ha l'onore/onere di amministrare.

C'è chi dice un "populismo bieco". Preferisco non commentare l'inopportunità di certe dichiarazioni, soprattutto dopo aversi fatto rimborsare spese personali che non dovevano essere rimborsate.

Ma il punto è un altro.

Il Comune non ha una procedura che consenta di individuare i "furbetti della ricevuta", e le spese vengono rimborsate pedissequamente senza alcun controllo.

Male, molto male!!!

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IL RESTO DEL CARLINO - REGGIO


martedì 10 dicembre 2013

LE RAGIONI DEI FORCONI

I forconi hanno il merito di portare all'attenzione dell'opinione pubblica quello che avviene intimamente nella maggioranza delle famiglie italiane: ovvero il fatto che la gente tra crisi economica e pressione fiscale non ce la fa più.

Oggi è diventato difficile vivere, fare impresa, realizzarsi come esseri umani... e questo è un dato di fatto.

Strano che i fanatici della Costituzione non abbiano citato ancora l'art. 3, dove prevede al secondo comma  che "E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana [...] .

A questo punto mi pongo una domanda: quando gli ostacoli di ordine economico vengono fissati dalla legge, da una legge fiscale che prevede un'imposizione cravattara, quali sono le tutele a difesa dei cittadini nei confronti di uno Stato Incostituzionale???

E' da considerarsi evasione il comportamento del cittadino che dichiara fino all'ultimo centesimo, ma che poi non riesce a pagare le imposte dovute??
Ci sono sentenze che prevedono l'assoluzione di chi si trova in questa situazione, ma occorre che la politica affronti il tema dando una soluzione erga omnes con un provvedimento legislativo, e non soluzioni ad personam come possono essere le sentenze.

Siamo arrivati al punto in cui per mantenere il welfare in Italia dobbiamo creare nuovi poveri, perché lo Stato ha la necessità di spremere come limoni i cittadini che sono rimasti in italia.

Occorre rivedere tutto l'assetto istituzionale, e da li partire per riorganizzare ex novo tutto il sistema Paese, lasciando le rendite di posizione, e partire in modo più equo.

Occorre allentare il cappio dell'Europa che ci impone sforzi insostenibili per rimanere nell'Europa altrimenti.... beh... meglio vivi fuori dall'Europa che morti nell'Euro....

Questo credo che sia il segnale forte alla politica che hanno lanciato ieri e oggi i movimenti dei forconi, e questa la sfida che ci attende nei prossimi anni.

Occorre cambiare l'agenda della politica, che oggi parla di dudu, legge elettorale (una briciola all'interno della riorganizzazione dell'assetto statale), di primarie e di cadreghe.

Occorre far sentire forte la nostra voce.... occorre amplificare quel messaggio di disperazione che nasce dal Paese... occorre rivoluzionare questo Paese.... occorre IO CAMBIO

giovedì 5 dicembre 2013

ABROGAZIONE LEGGE MERLIN: ORA LA POLITICA CI ASCOLTI

E' passato un po' di tempo dal 26 luglio quando ci recammo a Roma, presso la Corte di Cassazione, per depositare il quesito referendario con il quale chiedevamo l'abrogazione della legge Merlin.

Da quel momento registriamo il tentativo di raccolta firme di un Sindaco del Trevigiano (che non ha raggiunto il quorum necessario) e, fatto degli ultimi giorni, la proposta di PDL - Lega Nord di proporre il quesito referendario con la richiesta di 5 consigli regionali.

Per chi come noi fa politica per passione, questo è un ottimo segnale per fare in modo che questa battaglia di civiltà veda la luce, abrogando definitivamente una legge liberticida quale la legge Merlin.

Legge liberticida non perché si vuole ribadire il diritto del singolo di avere sesso a pagamento, liberticida perché a causa di questa scellerata legge molte donne, soprattutto provenienti dai paesi dell'est e africani, sono state letteralmente schiavizzate dal racket del traffico di persone.

La necessità di dare una regolamentazione all'esercizio della prostituzione è oggi una delle priorità del nostro Paese, e questo per alcuni motivi:
1. MOTIVO ECONOMICO: vivamo in uno Stato che sta vessando con imposte e tasse cittadini e imprese, quei cittadini e quelle imprese che oggi fanno fatica ad arrivare alla fine del mese.
La regolamentazione e la tassazione della prostituzione permetterebbe un sensibile aumento delle entrate tributarie, che alcuni studi quantificano come la sommatoria dell'aumento IVA e dell'imposizione IMU sulla prima casa.
2. CONTRASTO AL RACKET DEL TRAFFICO DEGLI ESSERI UMANI: con una prostituzione regolamentata (e con contestuale repressione dell'esercizio abusivo della prostituzione), otteniamo l'effetto di "togliere il pane dai denti" a tutte quelle organizzazioni criminali che compravendono le donne e le schiavizzano brutalmente a bordo delle strade.
3. MAGGIORI CONTROLLI SANITARI: che permettono una maggiore attenzione sulla salute delle persone, attuando un'efficace prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili.
4. LOTTA AL DEGRADO DI STRADE E QUARTIERI:  eliminando la prostituzione su strada si effettuano politiche efficaci di lotta al degrado di quei quartieri che, oggi, la notte sono invivibili.

Ora è giunto il momento in cui la politica deve ascoltarci!!!
Fa specie che partiti politici che hanno una nutrita compagine parlamentare utilizzino lo strumento del referendum invece che approvare una legge di regolamentazione della prostituzione.

Mi sembra l'ennesimo tentativo di "vendere fumo" agli italiani, per mettere delle bandierine politiche, ma per poi non cambiare nulla.

Se vogliamo regolamentare l'esercizio della prostituzione in Italia, occorre che chi ha un seggio a Roma prenda le iniziative necessarie, da destra a sinistra.
Se non dovessero farlo queste persone e questi partiti politici perdono di credibilità, continuando in quel teatrino della politica che tanto male ha fatto al nostro Paese, e che oggi l'ha portato un passo più in là dell'orlo del baratro.

mercoledì 13 novembre 2013

FALLIRANNO GLI ITALIANI MA NON FALLIRÁ L'ITALIA


Da Palazzo Chigi non ce la raccontano giusta, oppure hanno una lettura dei dati che dovrebbero farci conoscere.

Il Premier afferma che nel 2014 l'Italia uscirà dalla crisi, nonostante alcuni indicatori economici ed il sentiment del paese sia tutt'altro.

Notizia di oggi è che il debito pubblico è ulteriormente aumentato, a fronte di entrate tributarie che segnano una sensibile flessione (fonte Banca d'Italia).

Questi dati consacrano lo stato agonizzante del tessuto produttivo Italiano, di quel ceto medio che "pagherebbe" le tasse ma non può.
Degli operatori economici medio-piccoli che devono scegliere tra pagare le retribuzioni ai propri collaboratori o pagare le tasse, e che oggi faticano a garantire il proprio sostentamento dignitoso.

Questo momento di crisi fa sorgere in capo ai medio-piccoli imprenditori ed ai professionisti un diritto alla sopravvivenza, un diritto che al pari di altri deve trovare il giusto riconoscimento.
 
Questo diritto alla sopravvivenza deve necessariamente essere preordinato all'obbligo di contribuzione fiscale, per non creare la situazione paradossale che è proprio lo Stato che contribuisce a far cadere nel baratro della povertà un numero considerevole di italiani.

Siamo in un momento storico in cui si fallisce per crediti, un dato assolutamente ingiustificabile e deprecabile.

I media, inoltre, anestetizzano la mente degli italiani parlando di argomenti futili e non rilevanti per il futuro economico.
Specchi x le allodole  quali la legge elettorale, la decadenza di Berlusconi, le primarie del PD, le spaccature del PDL, e via discorrendo, condendo queste notizie con qualche avvenente valletta o attricetta ripresa senza veli.

Dalle stanze del potere ci stanno prendendo in giro, e questo con la benedizione dell'opinione pubblica che non è più in grado di sentire nemmeno il borbottio proveniente dallo stomaco affamato.

Falliranno gli italiani ma non fallirà l'Italia, questo permetterà ad una classe politica autoreferenziale di bearsi di tagli e politiche di rigore, mentre ogni giorno che passa sempre più italiani varcano pericolosamente ed irreversibilmente  la soglia della povertà.  

venerdì 8 novembre 2013

Il PD non rispetta le Istituzioni

Lunedì scorso i lavori consiliari sono stati interrotti quando si sarebbe dovuto discutere del problema  dei parcheggi alla stazione Tav, perché era in programma il congresso provinciale del PD.

Oggi era convocata da tre settimane la Commissione che avrebbe dovuto occuparsi della situazione della società Aeroporto di Reggio Emilia.

Il passato è d’obbligo poiché la Presidente della Commissione Valeria Montanari, alla quale da mesi è stato chiesto di convocare la Commissione su questo e su altre questioni molto importanti, come la crisi delle Coop e la devastante situazione delle Fiere, ha pensato bene di rinviare la seduta.

Motivo? Il PD deve presenziare all’inizio della campagna congressuale di Renzi, tenuta nello stesso orario in avrebbe dovuto svolgersi la Commissione sull’Aeroporto, da Delrio e Fassino.

Al PD di Reggio e delle sue Istituzioni non interessa nulla, l’unica cosa che conta per loro, dopo il fallimento di Bersani, è cavalcare l’onda politica di turno per inseguire le possibili poltrone che potrebbero derivarne.

Per inciso va chiarito che la società Aeroporto, seguendo il lavoro impostato dai privati “cacciati” dai soci pubblici, quest’anno ha registrato un leggero utile (17mila euro) derivante dall’aumento di ricavi, dal contenimento dei costi (anche di personale), ma anche per effetto della revisione dei contratti di subconcessione.

Tra le principali questioni da affrontare figurano anche la richiesta di un contributo per i danni conseguiti dalla chiusura forzata e non autorizzata dalla società dell’aeroporto nel periodo 16/28 settembre 2012 per consentire lo svolgimento del concerto “Italia Loves Emilia” e soprattutto le prospettive di sviluppo aziendale.

Quando lor signori del PD saranno liberi, le Istituzioni li attendono per svolgere il mandato per il quale hanno chiesto ed ottenuto i voti dei reggiani.


mercoledì 6 novembre 2013

INQUINAMENTO A REGGIO EMILIA: LA RESPONSABILITA’ DELLE FOLLI POLITICHE DI MOBILITA’ ATTUATE DAL PD


Reggio Emilia è tra le città più inquinate del Paese, questo il risultato delle folli politiche della mobilità attuate dal PD in questi 9 anni.

Il continuo restringimento delle carreggiate, i numerosi e mal costruiti dossi, le numerose inutili rotondine sparse qua e la per il territorio comunale, hanno come effetto si la riduzione della velocità delle autovetture, ma comportano anche l’andamento irregolare delle stesse, costringendo gli automobilisti a continue frenate e ripartenze.

Inoltre, la viabilità cittadina soffre di una mancanza strutturale cronica. Poche strade e fatte male.
Il risultato sono le estenuanti e lunghe code che durante le ore di punta si verificano nelle principali arterie cittadine.

Le strade sono come le vene e le arterie del corpo umano, pertanto se vi è un’ostruzione o un impedimento, il sistema “collassa” ed è quello che avviene quotidianamente nella nostra Città.

A ciò si aggiunga il fatto che, proprio chi dovrebbe progettare e realizzare strade fa il proprio mestiere seguendo il motto: “chi semina strade raccoglie traffico”, e la frittata è fatta.

Una Città come Reggio Emilia senza auto rappresenta una pura utopia, quella stessa utopia che in modo estremista è stata portata avanti negli ultimi anni dall’amministrazione targata PD.

Il risultato è che i reggiani respirano aria peggiore, e probabilmente si ammalano e muoiono perché chi li amministra, non ha pensato a rendere più rapido e fluido il traffico automobilistico, ma ha cercato di impedirlo con ogni mezzo.

Anche in questo caso i nodi sono venuti al pettine, e gli autori di queste sbagliate politiche di mobilità dovrebbero chiedere scusa alla Città e rassegnare le loro dimissioni, senza ripresentarsi per amministrare la cosa pubblica.


L’incompetenza e l’estremismo di certe scelte a creato una città agonizzante, con una qualità dell’aria pessima, ambiente ideale per numerose patologie che portano anche alla morte.