sabato 15 giugno 2013

L'ITALIA E' COTTA, QUANTO DOBBIAMO ASPETTARE PER CAPIRE CHE QUESTO EURO NON CE LO POSSIAMO PERMETTERE??

La situazione italiana è sempre più critica, nonostante i proclama dei nostri governanti che tendono a coprire il reale stato delle finanze pubbliche.

Hanno tartassato gli italiani di tasse, un'oppressione fiscale che raggiunge il 65% globale, con patrimoniali inique quali l'IMU, una tassazione folle del reddito da lavoro e di impresa, un'utilizzo criminogeno degli strumenti di accertamento e di riscossione delle imposte.

Hanno tartassato i Comuni, bloccando la capacità di spesa con un patto di stabilità interno che rimane scellerato, e che mette a serio repentaglio gli equilibri delle casse comunali.
Di conseguenza anche i Comuni, bulimici di denaro, cercano ogni strada per spennare ulteriori denari a cittadini e imprese con addizionali e balzelli nuovi.

Queste lacrime e sangue che hanno letteralmente distrutto l'economia del nostro Paese a cosa sono servite??
La risposta è che non sono servite a NULLA, anzi.

Il debito pubblico aumenta e sale a 2.041,2 miliardi di €uro, un pozzo senza fondo che oggi diventa insostenibile.
Forse anche in questa lettura i motivi della mancata cancellazione dell'IMU sulla prima casa (anche se nessuno parla degli immobili strumentali alle attività quali negozi, capannoni, magazzini, studi professionali) o sulla cancellazione dell'aumento dell'IVA.

Il punto è che il "mulo" è stato caricato fin troppo, e questa pressione fiscale ha ammazzato il Paese.

Non siamo in grado di sostenere una moneta che ci costa il doppio di quella che avevamo, così come non siamo in grado di mantenere sotto il 3% il rapporto debito pubblico / PIL. Non siamo in grado di sostenere i costi dell'€uro.

Per far ripartire l'economia occorre un'iniezione forte di denaro da far circolare, per le imprese e per le famiglie.

Occorre dare certezza e liquidità ai mercati, senza questa operazione, il nostro Paese muore e porterà con sè gli italiani.

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